20 righe: Paranoid Park

20 righe presenta…

Blake Nelson – Paranoid Park

3 gennaio (sera)
Seaside, Oregon

Ciao,
sono nella casa al mare di mio zio Tommy, al piano di sopra, da solo. Sono più o meno le nove. Ho una penna e il mio block-notes…

Non so da dove cominciare. Non so neanche se ci riuscirò, ma devo provarci. Peggio di così, tanto non può andare…

Fuori piove ed è buio. Si sentono le onde, in lontananza, che si schiantano sulla spiaggia come tante piccole esplosioni.

Okay. Sono appena stato al piano di sotto a prepararmi una cioccolata calda. Mi son detto: “Senti, amico, rilassati e scrivi qualcosa”. Devo solo cominciare dall’inizio, prendermela comoda, stare tranquillo…
Paranoid Park. E’ questo il punto di partenza. Il Paranoid Park è un ritrovo per skater nel centro di Portland. Sta sotto l’Eastside Bridge, dalla parte dei vecchi magazzini. E’ uno skatepark non autorizzato, quindi non ci sono regole nè padroni e per entrare non si paga. A quanto pare, è stato messo in piedi da certi skater della vecchia guardia e non si sa come riesca ancora a sopravvivere.
Ci vanno degli skater pazzeschi, gente che arriva dalla California, dalla East Coast e un po’ da ogni parte. E’ anche un punto di ritrovo per i ragazzi che vivono per strada. Si raccontano mille storie, come quella di uno skinhead che una volta è stato accoltellato. Per questo lo chiamano Paranoid Park: perchè è pericoloso, insomma fa brutto.

Paranoid Park

Indifferenza, è questo il sentimento che prevale tra le pagine di questo scarno diario di un tipico adolescente americano. I temi? I soliti problemi della sua età: la scuola, la ragazza, i genitori…
Un’esistenza apparentemente normale finché non accade qualcosa che stravolge la vita di Alex, e il ragazzo si trova terribilmente a fare i conti con un segreto inconfessabile che lo distacca totalmente dalla realtà di tutti i giorni.
Un libro semplice, nello stile e nella trama, ma con una descrizione decisa di una generazione sempre più “sola”, lontana dalla realtà e da qualsiasi sentimento umano.

Sul vostro iPod? Un po di hip hop, leggero, rap bianco, nessuna influenza gangsta, qualcosa come l’ultimo album di Just Jack per intenderci…

Gus Van Sant, regista di Elephant, torna a descrivere l’adolescenza e la mancanza di comunicazione dei giovani adolescenti, portando su pellicola il romanzo di Nelson. Qui di seguito il trailer.

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